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97 - Teatro Antico Romano. Ieri, oggi .. domani (2010_12_18)

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Una giusta battaglia civile la si combatte in vari modi. C'è chi scende in piazza per manifestare il proprio dissenso e c'è chi, come me, preferisce...
Una giusta battaglia civile la si combatte in vari modi. C'è chi scende in piazza per manifestare il proprio dissenso e c'è chi, come me, preferisce fare da cassa di risonanza, attraverso i miei mezzi tecnici telecamera e divulgazione dei video su internet, alle altrui battaglie civili. Anche stavolta ho reputato giusto mettermi a disposizione del professor Sandro Melarangelo e di Teramo Nostra nell'ormai più che decennale battaglia di riportare alla luce il Teatro Antico Romano. Nel video, della durata di circa 19 minuti il professor Melarangelo ripercorre una breve storia del Teatro d'Interamnia fino a giungere al 2 dicembre 2010, giorno in cui, in segno di protesta, si sdraiò per terra per impedire che i reperti archeologici fossero prelevati e trasferiti altrove. La battaglia è stata vinta. Difatti le pietre del Teatro d'Interamnia sono state parcheggiate sulla strada e verranno riposizionate dopo che i lavori nel medesimo Teatro verranno portati a termine. Qui di seguito la trascrizione dei primi 6 minuti circa nel quel il professor Sandro Melarangelo racconta "storia ed attualità" del più importante monumento romano di Teramo. ************************************************** Il Teatro d'Interamnia è il teatro romano più grande del Piceno che potrebbe anche essere riutilizzato. Stiamo parlando di una impresa epica che partì da Francesco Savini nel 1901 e nel 1926, produsse una relazione per l'Accademia dei Lincei che fece proprio quella ricerca. Queste importanti iniziative di Francesco Savini e successivamente del Ministro della Cultura Popolare Bottai e ancora poi di Giovanna Melandri ma anche degli altri Ministeri dei Beni Culturali successivi purtroppo ancora oggi non possono avere soddisfazione perchè qualcuno impedisce che si porti avanti questo progetto storico per la Città di Teramo ... il recupero del Teatro d'Interamnia. Ma noi insisteremo. Il 2 dicembre 2010 quando si cercò di rimuovere i reperti archeologici dal Teatro Romano, cioè le pietre che componevano i 4 fornici sud est del teatro noi abbiamo impedito che venissero asportati dall'aerea e collocati in una zona, si archeologica come quella della Cona, ma chissà se poi li avremmo riavuti. E soprattutto chissà se poi avremmo riavuto la ricostruzione dei 4 fornici. Ora noi auspichiamo che questo teatro sia ricostruito nella sua interezzaper quello che è possibile ... ed è possibile perchè i reperti ci sono. Sono ammassati nell'area e noi li abbiamo fatti lasciare nell'area e sono così tanti che possono ricomporre quella parte mancante affinchè noi possiamo avere il Teatro d'Interamnia ricostruito per quella parte che può ancora essere utilizzabile anche in un futuro per iniziative estivedi spettacoli teatrali, di spettacoli operistici. Stamattina (2 dicembre 2010) ci siamo svegliati di soprassalto perchè varie telefonate di vari cittadini ci hanno informato che sul Teatro Romano, nonostante le assicurazioni che ci erano state date anche pubblicamente dal sindaco in Consiglio Comunale, si vedeva ancora all'interno del Teatro armeggiare una ruspa che prelevava i reperti archeologici e li metteva su di un camion. E poi qualcun'altro dall'area della Cona, l'area della Via Sacra, dove dovevano essere portati questi reperti archeologici, ci hanno avvisato che un camion scaricava pietre su quell'area. Allora noi ci siamo precipitati nell'area di cantiere, abbiamo guardato attraverso le fessure perchè c'è un'ampia staccionata. E' la prima volta che succede che in un cantiere ci sia un'ampia staccionata che impedisce la visuale di quello che sta succedendo li dietro ... bene ... dopo aver visto che cosa succedeva da dietro le fessure abbiamo chiesto alla fine al capo cantiere della ditta appaltatrice di Montorio, Patella. Molto gentilmente ci ha fatto entrare all'interno del cantiere e abbiamo constatato che l'allarmismo dei cittadini teramani era esagerato. Non trattavasi di asportazione delle pietre romane, dei reperti archeologici che devono servire per la ricostruzione dei 4 fornici, ma di pietre di fiume che nel tempo erano state depositate li. Poi ci siamo recati per renderci conto dal vivo sull'area della Cona ed abbiamo constatato che era vero quello che ci siceva la ditta appaltatrice Patella. Quindi ci siamo rassicurati Però è importante che i vari cittadini teramani al di fuori di Teramo Nostra si siano interessati per la salvaguardia di questo importante bene, di questo importante monumento, di questo reperto archeologico romano più importante d'Abruzzo. I cittadini teramani finalmente lo fanno proprio, cominciano ad inorgoglirsene e ostacolano, contrastano quelli che vorrebbero ancora le due fatiscenti case, una terremotata, Casa Salvoni, l'altra, Casa Adamoli, riconsolidata e non si capisce perchè, insistano ancora sulla cavea del Teatro Romano. Tutti sono scandalizzati di questo e tutti c Less
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