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136 - Commemorazione di tre partigiani fucilati a Teramo

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Si è svolta nella mattinata di Martedì 12 Aprile 2011, presso il cimitero di Teramo, la Commemorazione dei tre giovani partigiani, organizzata dalla...
Si è svolta nella mattinata di Martedì 12 Aprile 2011, presso il cimitero di Teramo, la Commemorazione dei tre giovani partigiani, organizzata dalla Sezione di Teramo “Manfredo Mobili” dell’Associazione Nazionale Partigiani D’Italia (A.N.P.I.) I tre Partigiani Elio DE CUPIS 19 anni, Erminio CASTELLI 21 anni e Sergio CUCCHIERATO 20 anni, furono fucilati alla schiena dai fascisti il 12 aprile 1944 nel cimitero di Cartecchio. La cerimonia ha visto la presenza di numerosi cittadini, Partigiani, consiglieri comunali e provinciali e una delegazione di studenti delle scuole superiori. Dopo l’introduzione del Presidente della sezione di Teramo Antonio Topitti, è intervenuto il Sen.Antonio Franchi, Presidente provinciale dell’A.N.P.I. che ha ricordato le giovani vittime e alcune tappe della resistenza teramana. In rappresentanza dell’Amministrazione comunale di Teramo è intervenuto l’Assessore Giorgio D’Ignazio. La commemorazione è poi seguita con l’incisivo discorso del Prof. Sandro Melarangelo, memoria storica della città di Teramo e membro del Direttivo dell’ANPI, che ha ricordato l’intera vicenda dell’eccidio, ripercorrendo le ultime ore, che accompagnarono i tre Partigiani alla fucilazione compiuta dai fascisti. Il Generale Giacomino Sciarra ha portato il saluto dell’Associazione Nazionale Alpini alla manifestazione, leggendo la preghiera per l’alpino. La celebrazione si è conclusa con la deposizione di due corone dell’A.N.P.I. sulla tomba dell’alpino Erminio CASTELLI e su quella di Elio DE CUPIS, Medaglia d’oro della Resistenza, ricordando il Partigiano Sergio CUCCHIERATO sepolto nel cimitero di Mestre(VE). Qui di seguito il discorso integrale di Sandro Melarangelo. ******************** Era una giornata di sole, due giorni dopo la Pasqua di 64 anni fa (12 aprile 1944) quando presso Cartecchio, il cimitereo comunale di Teramo, ci furono i colpi di moschetto e caddero tre patrioti che per aver svolto l'attività in azioni partigiane sopra a Villa Vallucci (Montorio al Vomano), catturati e portati nel carcere di Sant'Agostino di Teramo, dopo pochi giorni furono processati dal Tribunale Speciale Militare nella sala della Corte d'Assise e condannati alla pena capitale. In questo luogo 64 anni fa, dopo che il Presidente del Tribunale Militare Speciale aveva letto la sentenza e invano il Gasperini, che faceva la difesa d'ufficio e che comunque faceva capire che si sarebbe andati sicuramente alla condanna a morte, ebbene, nonostante questo, qualche giorno dopo dal carcere di Sant'Agostino furono tradotti a Cartecchio e il cappellano militare, occorre ricordarlo dalle cronache del tempo, don Pietro Santini cercò di stigmatizzare l'arroganza del capo manipolo, il famigerato Carlo Alberto Cimato, che era anche membro supplente del Tribunale Militare Speciale. Non si diede ascolto a don Pietro Santini che diceva "non potete trattare con scherno tre giovani che stanno andando alla fucilazione e nonostante voi li consideriate delinquenti sono sempre dei giovani che si apprestano ad essere uccisi" ... e la terribile condanna a morte fu eseguita. Chi erano questi tre ragazzi? Uno di loro era sardo, c'era un ragazzo di Mestre, e vari altri a cui fu commutato la pena all'ergastolo. Questi giovani erano accorsi a Bosco Martese perchè c'era stato eco in tutta Italia di una delle prime battaglie vittoriosa nei confronti dei nazisti invasori. E quindi questi giovani accorsero da varie parti d'Italia e cercarono di allinearsi con i movimenti resistenziali. In una di queste sopra Villa Vallucci, a Montorio, una formazione partigiana guidata da Erminio Castelli di Valle Castellana, fu catturata dai fascisti repubblichini e portati al carcere di Sant'Agostino e processati. Qui a Cartecchio ci troviamo in un campo dove riposano i leggendari comandanti partigiani Ammazzalorso, Rodomonte, Adelche Fioridonati, il partigiano Renato Molinari che fu combattente valoroso in Piemonte e poi fucilato a Rivoli. E poi, accanto a questi, le vittime del fascismo e delle barbaria nazista, i fucilati del 25 settembre 1943 a Bosco Martese, i fucilati del 13 giugno 1944 dietro la caserma Rossi, anch'essi ragazzi dai 16 ai 18 anni. E accanto a questi Ercole Vincenzo Orsini, uno dei maggiori capi della cospirazione anti fascista. E tra questi Luigi "Tom" Di Paolantonio e Mario Lanciaprima, tutti combattenti per la libertà e per la democrazia. In questo campo riposano questi patrioti, alcuni di questi furono partigiani combattenti che tanto diederono per la liberazione di Teramo, che tanto si batterono per auspicare una società democratica e p Less
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